Performance del gusto, gusto della performance: la preparazione di un piatto, ci invita a un viaggio sensoriale, uditivo, olfattivo e visivo e ci ricorda, all’epoca dei surgelati e dei cibi in scatola, il valore spirituale del rito della Cucina.

Testo, regia, scenografia e video: Eleonora Marino
con: Valérie Alane et Eleonora Marino
Musiche: Michele Tadini
Co-realizzazione video e scene: Massimo Negri

Co-prodotto da EDUCO, Fondazione Lauren Pickard Paris Celebration Series, Comune di Parigi 19 ardt e EMTHEATRE
Nato nel 2005, questo spettacolo é il punto di partenza del progetto. Fondendo teatro, danza, video e cucina in diretta, esplora la metafora della cucina in tutta la sua ricchezza.

Tagliatelle, tagliatella nervata, tempestine, tempesta, torciglioni, torta di vermicelli, tortellini ...
la lista interminabile delle varietà di pasta testimonia una diversificazione della cucina italiana e delle sue radici locali e ne riflette la frammentazione culturale storica e linguistica. Una cucina profondamente legata alla religione, tale da diventare lei stessa una religione, fino al punto che i tempi di cottura sono misurati in « Ave Maria » o «  Pater nostro ».
La perdita d’identità culturale e la percezione del tempo moderno sono evocati attraverso la metafora della cucina. La Cucina... Luogo di trasformazione della materia, unico e senza tempo. Luogo di preghiera. Luogo di consumazione. Luogo di potere. Luogo di vita e di morte.
di Eleonora Marino
> E471-il cibo dell’anima