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LA STAMPA
GIOVEDI 24 NOVEMBRE 2005

PARIGI, CURIOSO CONNUBIO DI CIBO E SCENA
A tavola, signori il teatro è fritto

Domenico Quirico
Corrispondente da Parigi

Siamo in cucina, signori, e siamo contemporaneamente a teatro : gran magia. E’ inutile leggere il testo di “Cooking religion”. Non è così che si ha una idea di questo delizioso spettacolo tascabile che attinge a tante fondi antiche e moderne, un teatro tagliato in tante fettine sottili e perfette come le tagliatelle di una buona pasta fatta in casa. Appunto : bisogna vederlo perché è un viaggio “sensoriale auditivo olfattivo e visuale”. E quindi è d’obbligo annusare sentire respirare e vedere. Si prepara in scena la pasta delle none e delle mamme, vecchia conoscenza, simbolo dell’identità italiana almeno quanto carosello e il tema in classe di italiano. E alla fine di questo apostolato qualche spettatore chiede, goloso, se non si può davvero tentare un assaggio. La Francia, paese che fino all’altro ieri chiamava i nostri emigranti appunto « macaroni », stavolta ride di gusto : evviva l’Italia della vita e delle sue infinite storie.
A Parigi, si sa, il teatro trova nelle cantine ancora uno dei suoi più saldi piloni. Come ai tempi della bohème esistenzialista. Tempi un po’ appannati ; ma non nell’undicesimo « arrondissement » in quella « cave » che è il teatro Zanzibar. In scena due attrici. Eleonora Marino, italiana, con un passaporto teatrale gonfio di timbri e fitto di nomi importanti, « Linving » « Peter Brook », Cieslack, e un presente parisien dove ci sono anche corsi di teatro alla Sorbona. Il testo lo ha scritto in inglese e poi tradotto, con fatica, in francese, correndo dietro alle sfumature infinite della “civilisation” culinaria. « Da anni il tema della cucina mi affascinava-racconta-perché è straordinaria metafora della realtà, perché ad esempio ci sono paste che si chiamano « ave marie » perché il tempo perfetto della cottura è davvero quello necessario per  recitare tre ave marie ».
Anne Puisais è, verrebbe da dire, la sua « complice » francese in questa ghiotta sarabanda. C’ è un tavolo con farina e gli strumenti del cuoco perfetto ; fiancheggia, enigmatico e arrogante, un frigorifero rosso fuoco che, girato, diventa un altare con una madonna barocca e popolana assediata da litanie di frutta e leccornie. Le due attrici, che si muovono con la simultaneità dei ritmi e la reciproca ispirazione dei complessi jazz, impastano friggono sminuzzano si coprono di farina annusano sughi e cipolle. Ma ogni gesto è anche qualcos’altro : il sabba stregonesco della bollitura, l’eccitazione afrodisiaca degli odori e sapori, il catalogo della paste infinito come le nostre regioni e paesi si trasforma nel trionfo di un dongiovanni ghiottone e incontinente.
E’ la cucina italiana : luogo secolare della trasformazione della materia, dove si prega, si confortano le complicità domestiche, crocevia di congiure e di scambio sociale, di morte e di lussuria, dove il  sapere passa da generazioni dai padri ai figli. Sulla tovaglia che diventa schermo scorrono infine le immagini dei cibi stransgenici e dei Mac Donalds, i tempi, orribili, in cui la cucina è stata espugnata e violata dai surgelati e dai ravioli  in scatola. Solo la cucina o anche la Storia ?

TRADUCTION EN FRANÇAIS

« Nous sommes dans la cuisine, …, et nous sommes en même temps au théâtre : grande magie… Ce délicieux spectacle de poche qui puise son inspiration à de nombreuses sources anciennes et modernes. Il faut le voir, parce qu’il nous offre vraiment un voyage sensoriel, olfactif et auditif….  Eleonora Marino, italienne, avec un passeport théâtre couvert de tampons et gonflé de noms important : Living, Peter Brook, et un présent parisien où elle donne des cours de théâtre à la Sorbonne…  Les deux comédiennes, qui bougent avec la simultanéité, le rythme et et l’inspiration des groupes de jazz, pétrient, frient, hachent, se couvrent de farine, sentent sauces et oignons… Mais chaque geste est aussi quelque chose d’autre. Sorcellerie de l’ébullition, excitation aphrodisiaque des odeurs et des saveurs…  Sur la nappe qui devient écran, défilent enfin des images d’aliments transgéniques et de McDonalds… horrible époque dans laquelle la cuisine a été destituée et violée par les surgelés et les boîtes de ravioli. Seulement la Cuisine ou aussi l’Histoire. » LA STAMPA